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Una volta trovato il broker giusto non vi resterà che immergervi nel frizzante mondo degli investimenti.

Il primo grande ostacolo che troverete davanti sarà relativo alla terminologia incomprensibile utilizzata nel settore. Niente di troppo preoccupante.

Il gergo è semplice da imparare, ma soprattutto i concetti sono davvero immediati. Quindi non c’è altro da fare che rimboccarsi le maniche e imparare.

Oggi parleremo di quelli fondamentali, importanti per iniziare con la vostra carriera di investitore forex.

1)Long e Short. Si tratta di una coppia interessante, che vi renderete conto è la base dello stesso mondo forex. In concreto stiamo parlando delle uniche due operazioni a disposizione dell’utente verso le coppie di valute.

Per comprendere meglio i due concetti sarà bene fare un esempio pratico: nel caso in cui si disponga della coppia di valute EUR/USD ossia euro – dollari americani potremo decidere per andare in long o in short.

Nel primo caso si acquisterebbe euro e si venderebbe nel medesimo momento dollari americani, nel secondo caso al contrario si vedrebbe euro e si acquisterebbero dollari. Ma quando decidere per il long o per lo short? La risposta è più semplice di quanto possiate pensare.

Se le analisi di mercato di un determinato periodo prevedono con una certa sicurezza il rafforzamento dell’euro, sarà ovvio che un buon investitore, il cui obbiettivo è il profitto, acquisti la valuta.

In questo caso andrà in long. Nel caso in cui invece la valuta che si prevede in un futuro prossimo forte sia quella del dollaro, l’investitore forex andrà in short, ossia venderà euro e comprerà dollari.

Si tratta di due concetti che come avrete capito sono fondamentali e consentono di speculare nel gioco del cambio delle valute.

2)Spread. Ecco un altro concetto da tenere bene a mente. Parliamo semplicemente della differenza fra il prezzo di acquisto di una coppia di valute e quello di vendita.

Chiaramente questo non potrà essere mai identico ed è per questo che nel momento in cui si apre una determinata posizione, questa non si troverà in condizione di parità come ci si potrebbe aspettare, ma si troverà sempre alcuni pip sotto il prezzo a cui abbiamo acquistato.

Chiudendo immediatamente la posizione, cosa impossibile, andremmo dunque in perdita. Lo spread sarà facilmente calcolabile confrontando il bid e l’ask, ossia il prezzo di acquisto e quello di vendita.

3)Pip. Parolina semplice e facilmente memorizzabile si riferisce alla possibile variazione cui vanno soggetti i cambi di una coppia di valute

4)Stop loss e take profit. Chiudiamo parlando di questi due concetti, che è bene teniate a mente. Comprendere il funzionamento dell’uno e dell’altro sarà un’ancora di salvezza in alcuni casi. Si tratta di margini di perdita o di profitto pre impostati dall’utente, oltre  i quali la piattaforma non andrà.

Nello specifico lo stop loss è il margine massimo di perdita raggiunto il quale la posizione verrà immediatamente chiusa non consentendo perdite aggiuntive.

Strumento utilissimo nel caso di mercati variabili o di assenza prolungata dell’investitore. Il take profit di contro è il livello massimo di profitto cui si intende arrivare.

Raggiunto la piattaforma chiuderà la posizione e l’investitore incasserà il guadagno senza muovere un dito.

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